Diamo il benvenuto in Samarcanda ad Emanuele che per questa estate 2013 farà parte dell’equipe del villaggio Ortano.

Ecco la sua intervista.

La tua citazione preferita:

“L’uomo più felice che conosca ha una moglie ed un accendino ed entrambi funzionano” (W. Allen).
Descriviti usando tre aggettivi:
Simpatico, corretto e senza pregiudizi.
Descrivi in 160 caratteri dove vivi:
Vivo in un alto palazzo bianco nella periferia di Milano, dalla mia finestra vedo prima una fabbrica, poi altri palazzoni di periferia (colore marrone/grigio) ed in fondo le montagne bianche. Il mio quartiere è multietnico: cinesi, rumeni, calabresi e pugliesi. Il mio quartiere è il simbolo del cambiamento della società italiana: prima c’era la Pirelli e la magneti Marelli, quindi c’era il settore secondario, adesso al loro posto c’è l’università Bicocca, quindi il settore terziario.
La cosa più preziosa che possiedi?
La salute.
Se avessi una bacchetta magica cosa faresti?
Mi darei la possibilità di essere più profondo, concentrato, creativo ed originale in tutto ciò che faccio.
Hai un ricordo indimenticabile?
Troppi, ma il primo che mi viene in mente è l’attesa dell’alba ad Arthur’s seat (Edinburgo); una collina molto alta e rocciosa, ma diciamo “montagna” perché altrimenti gli Scozzesi se la prendono. Eravamo una cinquantina di lavoratori del Fringe, tutti mezzi ubriachi e sferzati dal vento gelido che ci soffiava addosso.
Quali sono i tuoi hobby?
Andare al cinema, nuotare, scrivere, leggere, strimpellare il piano.
Hai un sogno nel cassetto?
Scrivere un romanzo veramente originale e farmi una famiglia.
Se non fossi un animatore saresti?
Un attore/autore.

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