Cosa ti ha spinto a diventare animatore?

Ho completato gli ultimi due anni di liceo scientifico in Inghilterra. Esperienza fantastica che mi ha permesso di conoscere una un gran numero di persone provenienti da tutto il mondo. Tutto ciò mi ha permesso sicuramente di imparare la lingua inglese ma anche di maturare a livello personale. Dopo due anni, tuttavia, iniziavo a sentire nostalgia dell’Italia, sia per l’alimentazione completamente stravolta della cultura inglese ma soprattutto per quell’interazione personale che caratterizza noi italiani. Quindi ho trovato nella presentazione dell’animatore di contatto la figura perfetta che mi possa permettere di dare libero sfogo a questa parte quasi soffocata per alcuni versi negli ultimi anni. In secondo luogo però nelle varie formazioni ho avuto modo di riprendere attività interrotte (aimè) anni fa come recitazione e ballo, che, nonostante non avessi mai raggiunto livelli professionali, rimangono attività che adoro e all’occorrenza sarei il primo a mettermi in gioco.

Perché Samarcanda?

Come accennato prima, nell’ultimo mese e mezzo ho partecipato a tre diverse formazioni per diventare un animatore. Così facendo ho avuto la possibilità di confrontare realtà diverse prima di buttarmi alla ceca sulla prima azienda elencata su Google. Aziende diverse, filosofie diverse ma comunque tutte rispettabili. Quello che mi ha colpito maggiormente da parte di Samarcanda è stato in primis il fattore “investimento”. L’unica azienda che finanziava completamente la formazione dei futuri animatori, elemento importante dal mio punto di vista, che fornisce chiare linee guida della politica dell’azienda. Un altro elemento di spicco è stata la schiettezza nelle spiegazioni. Nessun giro di parole e quindi nessun margine di fraintendimento nel trattare regole fondamentali sia per l’animatore sia per il brand e il villaggio in cui si lavora.

Come immagini la tua esperienza nel villaggio turistico?

Quello che riesco ad immaginare è sicuramente la distribuzione delle ore durante la giornata, a grandi linee, dopo aver visto durante la formazione il programma generale. Tolto ciò, rimango ancora molto curioso: curioso di conoscere 1000 persone circa ogni settimana e di avere uno scambio con ognuno di loro; curioso di entrare a far parte di un team dove la forza più grande sarà soprattutto il lavoro di squadra; curioso delle sensazioni che avvertirò nel momento in cui un ospite mi ringrazierà per avergli fatto passare una fantastica settimana; ancora più curioso di scoprire che adrenalina trasmetti fare questo lavoro per permetterti di dormire 4 o 5 ore a notte e ripartire l’indomani pieno di energie. Non so se è abbastanza chiaro, ma quello che immagino io è un’esperienza fantastica.

Massimiliano Zampollo Animatore Samarcanda

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