• 30Mar’ 15

    Giuseppe Currò: animatore Samarcanda

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    La tua citazione preferita è: “Se vuoi crescere davvero, non ti lamentare più” (Pino Daniele – Keep on movin’)

    Descriviti usando tre aggettivi: Disponibile, paziente e pazzo, in senso buono ovviamente.

    Raccontaci il luogo dove vivi: Vivo ad Arzano, una città come un altra in provincia di Napoli dove la teatralità e la comicità della persone la si può vedere nel quotidiano. Arzano è divenuta famosa come luogo ispiratore del libro “Io speriamo che me la cavo” del maestro elementare Marcello D’Orta da cui è stato tratto anche l’omonimo film di Lina Wertmüller. Una città “difficile” come tante altre nel napoletano, ma che tantissime persone rendono unica.

    Qual è la cosa più preziosa che possiedi? Far ridere. Quando vedo ridere le persone è come se avessi vinto nella vita, a prescindere da tutto.

    Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti? Vorrei vivere negli anni ’80 per ascoltare dal vivo i Queen o vedere uno spettacolo di Massimo Troisi, diciamo cose così.

    Hai un ricordo indimenticabile? Non ricordo, scherzo. Il mio primo concerto di Pino Daniele al suo Electric Jam Tour a Santa Maria Capua Vetere, immenso!

    Quali sono i tuoi hobby? Ascoltare musica (di quella buona), vedere film e commedie e soprattutto uscire e divertirmi.

    Qual è il tuo sogno nel cassetto? Fare del palco il mio luogo di lavoro senza aver bisogno di fare altro nella vita. Poi però ho preferito mettere calzini e slip nel cassetto che è meglio!

    Se non fossi un animatore, saresti? Disoccupato in cerca di occupazione, a vita. Ma se vivessimo in un’altra nazione, un grafico pubblicitario.

    Giuseppe Currò